Incentivi statali per gli impianti a biogas

Il biogas costituisce a tutti gli effetti una risorsa energetica alternativa e rinnovabile, il cui sfruttamento, a differenza di quanto accade con i combustibili fossili, consente di avvalersi di incentivi statali all’uopo stanziati, limitando, al contempo, l’immissione in atmosfera dei gas serra, in primis della CO2. Infatti, gli impianti di produzione di energia basati sulla combustione del biogas godono, alla stessa stregua di altre fonti rinnovabili, delle incentivazioni previste, come detto, dal D.M. 6 luglio 2012.
Il Decreto fornisce indicazioni precise in merito: alla tipologia di impianti che possono beneficiare degli incentivi; alle modalità con cui gli stessi vanno calcolati; alla procedura per poterne usufruire.
Secondo l’attuale normativa, possono avere accesso agli incentivi gli impianti di potenza non inferiore a 1 kW entrati in esercizio a partire dal 1 Gennaio 2013. La tariffa incentivante si estende per tutta la durata della vita utile dell’impianto (fissata pari a 20 anni per quelli a biogas).
La copertura finanziaria annua degli incentivi garantita dallo Stato non è illimitata, ma fissata a un tetto massimo di 5.8 miliardi di euro, superato il quale le richieste restano inevase. Inoltre, sono stati introdotti dei contingentamenti annuali di potenza incentivabile, riguardanti le diverse tipologie di impianto, che per il triennio 2013-2015 sono definiti secondo lo schema riportato nella Tabella I.

Tabella I - Potenze incentivabili divise per anno e per tipologia di impianto


Tipologia d’impianto

Potenza incentivabile per anno di riferimento

2013

2014

2015

MW

MW

MW

Eolico onshore

60

60

60

Eolico offshore

0

0

0

Idroelettrico

70

70

70

Geotermoelettrico

35

35

35

Biogas, biomasse, biosolidi e rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile non valutabile forfettariamente

170

160

160

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile forfettariamente

30

0

0

Oceanica (comprese maree e moto ondoso)

3

0

0

Il calcolo degli incentivi è effettuato avvalendosi di una formula diversa a seconda della potenza elettrica nominale dell’impianto.
Per gli impianti a biogas e biomasse di potenza nominale fino a 1 MW, il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) accorda al produttore, sull’ammontare dell’energia elettrica netta immessa in rete, all’atto dell’acquisto, una tariffa incentivante onnicomprensiva (To) somma di un’aliquota base (Tb) e un’aliquota premiale (Pr):

                                                          (1)
dove Tb è determinata in base alla potenza dell’impianto e al tipo di alimentazione (prodotti, sottoprodotti, rifiuti) secondo quanto indicato nella Tabella II, mentre Pr viene stabilita in base all’efficacia di eventuali provvedimenti presi dal proprietario dell’impianto e volti a massimizzare il recupero del calore prodotto e a ridurre le emissioni di azoto nell’ambiente, secondo i criteri espressi nella Tabella III.

Tabella II - Valore degli incentivi di base


Fonte rinnovabile

Tipologia di alimentazione impianto

Potenza

Tb

kW

€/kWh

Biogas

Prodotti di origine biologica

1<P≤300

0,180

300<P≤600

0,160

600<P≤1000

0,140

1000<P≤5000

0,104

P>5000

0,091

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile non forfettariamente

1<P≤300

0,236

300<P≤600

0,206

600<P≤1000

0,178

1000<P≤5000

0,125

P>5000

0,101

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile forfettariamente

1<P≤1000

0,216

1000<P≤5000

0,109

P>5000

0,085

Biomasse

Prodotti di origine biologica

1<P≤300

0,229

300<P≤1000

0,180

1000<P≤5000

0,133

P>5000

0,122

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile non forfettariamente

1<P≤300

0,257

300<P≤1000

0,201

1000<P≤5000

0,161

P>5000

0,145

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile forfettariamente

1<P≤1000

0,174

P>5000

0,125

Per gli impianti a biogas e biomasse di potenza nominale superiore a 1 MW, invece, il GSE accorda al produttore di energia, sulla base dei dati della produzione di energia elettrica netta venduta in rete, e dei prezzi zonali orari, un incentivo (I) di:
                                                     (2)
dove Pz indica il prezzo orario dell’energia elettrica nella zona in cui l’energia prodotta dall’impianto è immessa in rete.
Per quanto riguarda l’aliquota Pr presente nella (1) e nella (2), il D.M. del 6/7/2012 prevede due distinte disponibilità, relative, rispettivamente, alla produzione di energia elettrica in regime di cogenerazione ad alto rendimento (CAR) e al recupero dell’azoto (in modo da contenere la sua immissione nell’ambiente).

Tabella III - Valore degli incentivi premio per impianti di produzione di energia elettrica derivante dalla combustione di biogas


Alimentazione impianto

Potenza
kW

Tariffa Premio (Pr)

CAR
€/kWh

Bonus azoto

Rimozione
40%

Recupero
30% in COG

Recupero
60% in CAR

Prodotti di origine biologica

1<P≤300

0,040

0,015

0,020

0,030

300<P≤600

0,040

0,015

0,020

0,030

P>600

0,040

0,000

0,000

0,030

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile non forfettariamente

1<P≤300

0,010

0,015

0,020

0,030

300<P≤600

0,010

0,015

0,020

0,030

P>600

0,010

0,000

0,000

0,030

Rifiuti indifferenziati con frazione biodegradabile valutabile forfettariamente

1<P≤300

0,010

0,015

0,020

0,030

300<P≤600

0,010

0,015

0,020

0,030

P>600

0,010

0,000

0,000

0,030

CAR = cogenerazione ad alto rendimento; COG = cogenerazione normale

Nello specifico, hanno diritto a una tariffa premio di 0,040 €/kWh sulla vendita dell’energia elettrica i proprietari degli impianti, operanti in regime CAR, e alimentati da biogas ottenuto a partire da prodotti di origine biologica oppure da biomasse costituite da sottoprodotti di origine biologica, qualora il calore di cogenerazione prodotto da quest’ultimi impianti sia utilizzato per il teleriscaldamento. Per tutti gli altri impianti che utilizzano biogas o biomasse la tariffa premio è fissata in 0,010 €/kWh. Inoltre, i proprietari degli impianti possono percepire un ulteriore premio qualora sia previsto un sistema di rimozione e/o recupero dell’azoto, variabile tra 0,010 e 0,040 €/kWh.
L’acquisizione di tale ulteriore premio è subordinato alla verifica delle seguenti condizioni:

  • il titolare dell’impianto abbia presentato una regolare comunicazione di spandimento dei residui di trasformazione della sostanza organica (digestato) ai sensi dell’articolo 18 del D.M. 7/4/2006 in cui sia comprovata una rimozione di almeno il 60% dell’azoto totale in ingresso all’impianto;
  • sia verificata la conformità dei fertilizzanti prodotti secondo quanto stabilito dal D.Lgs 75/2010, nonché sia verificato che il fertilizzante e il produttore dello stesso siano iscritti ai rispettivi registri come sancito nell’articolo 8, comma 1, del medesimo Decreto Legislativo;
  • la produzione del fertilizzante sia avvenuta senza apporti energetici termici da fonti non rinnovabili;
  • le vasche di stoccaggio del digestato e quelle eventuali di alimentazione dei liquami in ingresso siano dotate di copertura impermeabile;
  • il recupero dell’azoto non comporti emissioni in atmosfera di ammoniaca o altri composti ammoniacali.

Per gli impianti alimentati da biogas di potenza fino a 600 kW, fermo restando il rispetto di quanto indicato ai punti 4 e 5, il D.M. del 6/7/2012 prevede, in alternativa allo schema illustrato in precedenza, l’accesso a un premio di 0,020 €/kWh nel caso in cui l’impianto operi in assetto cogenerativo normale (COG) e sia raggiunto, attraverso la produzione di fertilizzante, un recupero del 30% dell’azoto totale in ingresso oppure a un premio di 0,015 €/kWh nel caso in cui, pur non operando in assetto cogenerativo, venga raggiunta una rimozione pari al 40% dell’azoto totale in ingresso.
Per accedere agli incentivi, il D.M. 6/7/2012 stabilisce, per gli impianti a biogas, 3 diverse modalità, in base principalmente alla tipologia di fonte rinnovabile utilizzata e alla potenza dell’impianto:

  • accesso diretto, per gli impianti fino a 100 kW;
  • iscrizione a Registri, per gli impianti fino a 5000 kW;
  • aggiudicazione degli incentivi partecipando a procedure competitive di aste al ribasso, gestite dal GSE, per gli impianti con potenza nominale superiore a 5000 kW.