Quadro normativo di riferimento

Il trattamento dei rifiuti organici finalizzato alla loro valorizzazione energetica mediante trasformazione biologica in ambiente anerobico (digestione anaerobica) è regolamentato dai seguenti testi di legge:

 

-D.Lgs 28/2011, “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE.in recepimento della Direttiva Europea 2009/28/CE”, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili;

 

-D.Lgs 152/06 e successive modifiche, “Norme in materia ambientale”; Parte Quarta (rifiuti) e Parte Quinta (emissione in atmosfera);

 

-Regolamento CE 142/2011 di applicazione del Regolamento CE 1069/2009, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo umano.

 

Una gestione virtuosa dei sottoprodotti della digestione anaerobica induce a dover considerare nell’elenco precedente i due decreti ministeriali di seguito riportati, inerenti rispettivamente all’utilizzo del digestato in agricoltura e al riutilizzo dell’acque reflue depurate:

 

-DM 07.04.06 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, “Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, di cui all'articolo 38 del DLgs 11 maggio 1999, n. 152”;

 

-DM 185/2003 del Ministero dell’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare, “Regolamento recante norme tecniche per il riutilizzo delle acque reflue in attuazione dell’articolo 26, comma 2, del DLgs. 11 maggio 1999, n. 152

 

Particolarmente complessa appare la questione relativa alla valorizzazione agronomica del digestato (tal quale o, nelle sue frazioni, liquida e solida, separate); l’assenza di regole univoche in materia dà luogo a interpretazioni divergenti tra gli operatori del settore agro-energetico e gli Enti Locali preposti alla concessione delle necessarie autorizzazioni.

In attesa di una normativa specifica che possa trattare in maniera completa e dedicata il digestato, il suo impiego in agricoltura è consentito (“spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura”, codice R10 dell’allegato C alla parte IV del dlgs. 152/2006) se:

 

- è ottenuto a partire di biomasse non classificabili come rifiuti,

 

- è prodotto da attività di trasformazione energetica delle biomasse come attività agricola “connessa” (ai sensi dell’articolo 2135, comma 3 del codice civile e di quanto stabilito dalle Finanziarie 2006 e 2007);

 

- non ha subito trattamenti e trasformazioni merceologiche o qualitative (o delle sue frazioni separate solida/liquida) prima dell’utilizzo in campo.

 

La contemporanea presenza di queste condizioni evita che il digestato sia considerato un rifiuto e ne consente la sua classificazione come sottoprodotto derivante da attività agricola (la digestione anaerobica) ed utilizzato in attività agricola (a beneficio di terreni e colture).

Nel caso in cui il digestato derivi da matrici organiche quali reflui zootecnici, trattati anaerobicamente in maniera esclusiva o, in alternativa, in miscela con altre biomasse non classificate però come rifiuti, lo spandimento del digestato in campo è disciplinato dal Dm 7/4/2006 (Direttiva Nitrati) in quanto assimilabile ad effluenti animali e cioè:

 

- max 170 kg/(ha·anno) di azoto zootecnico in Zona Vulnerabile ai Nitrati da fonte agricola (ZVN);

 

- max 340 kg/(ha·anno) di azoto zootecnico in Zona Ordinaria (ZO).

Se invece il digestato è prodotto a partire da scarti agricoli o agroindustriali e da colture dedicate, il suo impiego in agricoltura diventa problematico in virtù delle diverse disposizioni emanate dalle Regioni sugli usi del digestato “non zootecnico”(Tab1).

 

Di particolare è la Delibera della Giunta della Regione Emilia-Romagna del 28 luglio 2008 n. 1255 seconda la quale può essere utilizzato a fini agronomici, come “fertilizzante organico”, anche un digestato ottenuto a partire da sottoprodotti di origine animale e residui vegetali.

 


 

- DM 5 Dicembre 2013, “Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale”;

 

- DM 6 Luglio 2012,“Attuazione dell’art. 24 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n.28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici”;

 

Fonte: Gianluca Zanta, tesi di laurea: Utilizzazione di Digestati Anaerobici di Matrici Organiche come Fertilizzante nel Vivaismo